Cari Colleghe, Colleghi e Studenti,
dopo le numerose lettere delle settimane scorse vi scrivo ancora per ringraziare del sostegno che una parte di voi ha espresso per il mio programma, sia inizialmente che nelle successive votazioni, e per formulare un sincero augurio di buon lavoro al nuovo Rettore.
Superata la fase (forse inevitabile, almeno con l’attuale Statuto, gelosamente custodito come intangibile dall’attuale Amministrazione) della polarizzazione polemica tra i candidati, inizia una fase di riflessione sull’attendibilità e sulla fattibilità dei punti programmatici che hanno portato all’elezione del nuovo Rettore. Magari inizierà anche qualche confronto, pacato ma non per questo meno importante, tra i punti programmatici sui quali si è raccolta (non si è necessariamente riconosciuta) alla fine la maggioranza dell’elettorato e i punti salienti di altri programmi, meno segnati dalle fortune elettorali. La mia partecipazione alla campagna elettorale con un atteggiamento aperto anzitutto alla comprensione dei (tanti) problemi e delle soluzioni proposte dai singoli candidati mi fa ritenere che molte indicazioni contenute in questi programmi non vadano lasciate cadere, ma meritino ancora attenzione, in quanto rappresentano indicazioni di obiettivi e metodi di governo in relazione ai quali dovrà essere valutata l’azione del nuovo Rettore.
La maggioranza con la quale è stato eletto assicura al nuovo Rettore quell’autonomia che ha ripetutamente rivendicato come caratteristica essenziale del suo programma. Auspico che questo principio non rimanga allo stato di enunciazione, ma diventi un indirizzo costante nelle sue interazioni con l’interno (i docenti, il personale tecnico-amministrativo, gli studenti) e l’esterno dell’Ateneo (gli Enti pubblici e privati). Il banco di prova più immediato e attendibile sarà quello dei rapporti con la Regione, che più di tutti gli altri Enti ha influenzato, direttamente o attraverso qualcuno dei suoi numerosi satelliti, l’Amministrazione universitaria in questi anni, creando all’Università molti più problemi di quelli che avrebbe avuto il dovere istituzionale di aiutare a risolvere: il diritto allo studio, la residenzialità di studenti e giovani ricercatori, la formazione dei giovani medici, il consolidamento della ricerca biomedica. Credo sia soprattutto rispetto a questo potere egemone (altro che poteri forti di cui qualche blogger ha favoleggiato!) che dovrà essere valutata la reale entità dell’autonomia che l’Ateneo riuscirà a recuperare.
Considero lo sforzo sostenuto in questi mesi molto intensi di campagna elettorale come ampiamente ripagato dalle tante attestazioni di stima verso la mia persona e di adesione convinta al mio programma, per me molto più importanti delle evidenze mediatiche. Mi sento quindi in sintonia con alcuni progetti di sviluppo dell’Ateneo proposti da altri candidati, oltre a quelli che ho proposto personalmente. Pertanto, non mancherà il mio impegno per assicurare il dovuto sostegno alle persone e agli Organi che se ne facciano promotori nei prossimi anni.
Ho iniziato la campagna con l’obiettivo di dare nuovo impulso al nostro Ateneo, al quale continuerò a dedicare il mio impegno intellettuale e la mia passione civile.
Vi ringrazio ancora per l’attenzione e il tempo che mi avete dedicato ed auguro a tutti voi le migliori fortune personali all’interno di un grande Ateneo, come gli studenti e la società meritano
Giorgio Cantelli Forti