Ringraziamento ai miei elettori

29 Maggio 2009

Cari Colleghe, Colleghi e Studenti,

 

dopo le numerose lettere delle settimane scorse vi scrivo ancora per ringraziare del sostegno che una parte di voi ha espresso per il mio programma, sia inizialmente che nelle successive votazioni, e per formulare un sincero augurio di buon lavoro al nuovo Rettore.

 

Superata la fase (forse inevitabile, almeno con l’attuale Statuto, gelosamente custodito come intangibile dall’attuale Amministrazione) della polarizzazione polemica tra i candidati, inizia una fase di riflessione sull’attendibilità e sulla fattibilità dei punti programmatici che hanno portato all’elezione del nuovo Rettore. Magari inizierà anche qualche confronto, pacato ma non per questo meno importante, tra i punti programmatici sui quali si è raccolta (non si è necessariamente riconosciuta) alla fine la maggioranza dell’elettorato e i punti salienti di altri programmi, meno segnati dalle fortune elettorali. La mia partecipazione alla campagna elettorale con un atteggiamento aperto anzitutto alla comprensione dei (tanti) problemi e delle soluzioni proposte dai singoli candidati mi fa ritenere che molte indicazioni contenute in questi programmi non vadano lasciate cadere, ma meritino ancora attenzione, in quanto rappresentano indicazioni di obiettivi e metodi di governo in relazione ai quali dovrà essere valutata l’azione del nuovo Rettore.

 

La maggioranza con la quale è stato eletto assicura al nuovo Rettore quell’autonomia che ha ripetutamente rivendicato come caratteristica essenziale del suo programma. Auspico che questo principio non rimanga allo stato di enunciazione, ma diventi un indirizzo costante nelle sue interazioni con l’interno (i docenti, il personale tecnico-amministrativo, gli studenti) e l’esterno dell’Ateneo (gli Enti pubblici e privati). Il banco di prova più immediato e attendibile sarà quello dei rapporti con la Regione, che più di tutti gli altri Enti ha influenzato, direttamente o attraverso qualcuno dei suoi numerosi satelliti, l’Amministrazione universitaria in questi anni, creando all’Università molti più problemi di quelli che avrebbe avuto il dovere istituzionale di aiutare a risolvere: il diritto allo studio, la residenzialità di studenti e giovani ricercatori, la formazione dei giovani medici, il consolidamento della ricerca biomedica. Credo sia soprattutto rispetto a questo potere egemone (altro che poteri forti di cui qualche blogger ha favoleggiato!) che dovrà essere valutata la reale entità dell’autonomia che l’Ateneo riuscirà a recuperare.

 

Considero lo sforzo sostenuto in questi mesi molto intensi di campagna elettorale come ampiamente ripagato dalle tante attestazioni di stima verso la mia persona e di adesione convinta al mio programma, per me molto più importanti delle evidenze mediatiche. Mi sento quindi in sintonia con alcuni progetti di sviluppo dell’Ateneo proposti da altri candidati, oltre a quelli che ho proposto personalmente. Pertanto, non mancherà il mio impegno per assicurare il dovuto sostegno alle persone e agli Organi che se ne facciano promotori nei prossimi anni.

 

Ho iniziato la campagna con l’obiettivo di dare nuovo impulso al nostro Ateneo, al quale continuerò a dedicare il mio impegno intellettuale e la mia passione civile.

 

Vi ringrazio ancora per l’attenzione e il tempo che mi avete dedicato ed auguro a tutti voi le migliori fortune personali all’interno di un grande Ateneo, come gli studenti e la società meritano

 

Giorgio Cantelli Forti


Grazie

28 Maggio 2009

Ringrazio tutti i numerosi elettori che hanno condiviso con passione la mia visione di Università efficiente, moderna e meritocratica. Il sostegno convinto del 40 per cento dei docenti e dei ricercatori dell’Ateneo rappresenta una solida base per garantire un seguito alle istanze di efficienza e trasparenza che ho avuto l’onore di rappresentare. In democrazia si accetta la decisione della maggioranza. A Ivano Dionigi, che si è comportato con linearità, il compito di dimostrare che intende impostare nei fatti il suo governo e la sua gestione ispirandosi a criteri del tutto diversi da quelli adottati dal suo predecessore. Gli faccio i miei auguri più sinceri nell’interesse della nostra amata Università.

Giorgio Cantelli Forti


Scrutinio in tempo reale

28 Maggio 2009

Affinita’ Insospettate

28 Maggio 2009

Care Colleghe, cari Colleghi e Studenti,

le lettere spedite ieri sera dal Prof. Dario Braga e dal Prof. Ivano Dionigi rappresentano per molti un dejà vu rispetto a 9 anni fa. Ora come allora, nonostante la prossimità delle sue posizioni programmatiche con le mie, un candidato comunica di avere scoperto affinità insospettate (fino a quel momento) con le posizioni di un altro candidato, fino a quel momento considerato molto più distante e, per certi versi, inconciliabile. L’eclettismo spericolato contro il quale mettevo in guardia prima della votazione del 21 maggio evidentemente è un vizio ricorrente, oltre che un’offesa all’intelligenza degli elettori.

Questi comportamenti disinvolti (specie se li si confronta con le lettere dignitosissime inviate da altri candidati all’atto di ritirare le proprie candidature), avviliscono l’essenza stessa dei programmi e delle candidature che li rappresentano, mostrando come l’unica cosa che conti sia solo quella di essere “un punto di riferimento costante nel governo dell’Ateneo”, come conclude la lettera del prof. Braga. A tale proposito, è opportuno ricordare che il Prof. Giuseppe Sassatelli, durante la campagna elettorale, aveva richiesto a tutti i candidati, come comportamento “etico”, di non accettare un pro-rettorato o una carica di governo in caso di ritiro o sconfitta.

Ai giovani viene inviato un messaggio cinico: non importa nulla la coerenza personale rispetto ai programmi illustrati in Facoltà e Dipartimenti e per i quali si è chiesto e ottenuto il consenso, quello che conta è salire a bordo del naviglio della continuità dell’Amministrazione. Poi si vedrà.

A differenza di 9 anni fa, tuttavia, i Colleghi possono ancora modificare un esito che i Proff. Dionigi e Braga considerano scontato (“in questo modo contribuirò ad eleggere un Rettore con la massima rappresentatività”). In realtà, l’esito è molto più incerto ed è ancora affidato all’autonomia di giudizio intellettuale degli elettori (anche di quelli che finora non hanno esercitato il diritto di voto).

I contenuti dei programmi dei Proff. Braga e Dionigi sono talmente diversi che non è difficile immaginare come andrà a finire la loro “strana alleanza” di qui a qualche mese, di fronte alle prime serie responsabilità di governo.

Confido che la contraddittorietà delle motivazioni per una convergenza che sa tanto di inversione di rotta sia evidente agli elettori, ai quali chiedo di riconoscere la piena trasparenza dei miei comportamenti durante tutta la campagna elettorale e la coerenza della mia lettera, volutamente sintetica, inviata ieri mattina. I punti più significativi del mio programma (totale discontinuità con l’attuale gestione, riconoscimento del merito, forte sostegno alla ricerca e alla didattica, capacità di acquisire risorse a questi fini), possono rappresentare una solida piattaforma comune per lo sviluppo di tutte le discipline, sia scientifiche che umanistiche, e una garanzia per tutti, in particolare per i più giovani.

Vi invito pertanto a riflettere su questo nuovo scenario e a trarne le dovute conseguenze al momento del voto, considerando anche che questo potrebbe essere l’ultimo voto “personale ed eguale, libero e segreto” (art. 48 Costituzione). Anche il Prof. Dionigi, infatti, come componente del Senato Accademico, si era espresso a favore della proposta del Rettore Calzolari di un voto telematico da postazione mobile, che è una modalità improponibile di voto, come ha sancito il Consiglio di Stato.

Nel mio programma vi sono tutte le garanzie per l’autonomia intellettuale, ideologica e morale di tutti quanti operano nell’Università. Non si tratta solo di orgoglio di appartenenza, ma soprattutto di dignità. Anche questo va ricordato al momento del voto di domani.

Vi saluto cordialmente.


Elezioni Rettorali – Ballottaggio.

26 Maggio 2009

Care Colleghe e Cari Colleghi,

la lettera con cui il Prof. Dario Braga dichiara il suo voto al Prof. Ivano Dionigi rappresenta una palese inversione di rotta più che una convergenza programmatica, il che offende l’intelligenza degli elettori.

A differenza di quanto pensano i prof.ri Dionigi e Braga, l’esito non è ancora scontato, ma è affidato all’autonomia di giudizio degli elettori (anche di quelli che finora non hanno esercitato il diritto di voto).

Penso che sia difficile per gli elettori che hanno sostenuto fino ad ora la “terza via di Braga” capire quali siano le affinità fra i programmi dei due Colleghi, affinità che si sono improvvisamente concretizzate a poco più di 24 ore dal voto decisivo.

I contenuti dei loro programmi e le loro storie personali sono talmente diverse che non lasciavano assolutamente presagire la possibilità di tale convergenza, dovuta pertanto a motivazioni che non è dato conoscere, anche se qualche cosa possiamo forse intuire.

Vorrei sottolineare il mio desiderio di piena trasparenza durante tutta la campagna elettorale, compresa la mia ultima lettera inviata ai Colleghi questa mattina.

Continuo a ritenere che i punti più significativi del mio programma (totale discontinuità con l’attuale gestione, riconoscimento del merito, forte sostegno alla ricerca e alla didattica, capacità di acquisire risorse a questi fini), possano rappresentare una solida piattaforma comune per i Colleghi di tutte le discipline, sia scientifiche che umanistiche e in particolare per i più giovani.

Vi invito pertanto a riflettere su questo nuovo scenario e a trarne le dovute conseguenze al momento del voto.

Vi saluto cordialmente.